Il progetto di Maria Grazia Bonagura
Dai primi palchi alla musicoterapia e all’insegnamento: un percorso costruito tra spettacolo, giornalismo, formazione e attenzione ai più piccoli
La musica come passione, professione, strumento educativo e mezzo per entrare in relazione con gli altri. È il filo conduttore di un percorso iniziato nell’infanzia e proseguito negli anni tra palchi, radio, giornalismo, studio, musicoterapia e insegnamento
L’esperienza nel mondo dello spettacolo comincia molto presto per Maria Grazia Bonagura Tra il 1990 e il 1999 arrivano le prime partecipazioni come ospite baby in diversi gruppi musicali e, ancora giovanissima, anche un provino per “Bravo Bravissimo”. Quella che inizialmente appare come una naturale inclinazione per il canto si trasforma progressivamente in un percorso di formazione: dal 1998 al 2005 gli studi si concentrano sul perfezionamento della tecnica vocale e diaframmatica.
Parallelamente arrivano concorsi, festival ed esibizioni. Nel 1999 la partecipazione a “Mille chitarre” a Napoli, con la direzione artistica di Franco Mussida e la presenza, tra gli altri, di Enzo Gragnaniello e Gigi D’Alessio. Seguono esperienze legate al concorso Miss Italia, al Festival di Napoli e ad altre manifestazioni del panorama musicale e dello spettacolo.
Con il tempo, però, alla dimensione artistica se ne affianca un’altra: quella della comunicazione. Nascono così le collaborazioni giornalistiche e radiofoniche. Per Reporter Ciak Max cura una rubrica musicale dedicata alle produzioni discografiche, lavora come speaker per diverse emittenti e nel 2018 segue il Festival di Sanremo come inviata. Successivamente collabora con “Il Fatto Vesuviano”, prendendo parte anche al format TG della testata.
Musica e giornalismo diventano due espressioni della stessa esigenza: raccontare, ascoltare e creare un contatto con le persone.
Una nuova svolta arriva con la musicoterapia. Nel 2019 consegue il Master in Musicoterapia presso il Conservatorio di Vibo Valentia con 110 e lode. Nel 2020 ottiene la laurea triennale in Musica, Spettacolo, Scienza e Tecnologia del Suono, ancora con 110 e lode, mentre nel 2022 completa la formazione accademica con la laurea di II livello in Musica, Scienze e Tecnologie del Suono, conseguendo 110/110.
Gli studi trovano presto applicazione sul campo, soprattutto nel rapporto con i bambini. Nel biennio 2018-2019 nasce “Alla ricerca delle emozioni”, progetto di musicoterapia rivolto a due classi della scuola primaria. Seguono attività con bambini autistici e alunni con differenti bisogni educativi, nelle quali la musica diventa non soltanto materia da apprendere, ma strumento di relazione, espressione e comunicazione.
Nel 2022 inizia l’esperienza come maestra di musica presso l’istituto per l’infanzia “L’Isola che non C’è” di Poggiomarino. Proseguono contemporaneamente l’insegnamento della chitarra e le attività musicali anche nelle scuole superiori.
Nel 2023 prendono forma nuovi percorsi di educazione musicale e musicoterapia, tra cui quelli realizzati presso l’Istituto Comprensivo Beneventano di Ottaviano e il Centro Colibrì di Poggiomarino, con esperienze rivolte anche a bambini autistici.
È proprio il lavoro educativo a dare alla musica un significato ulteriore: insegnare non significa soltanto trasmettere note, accordi o canzoni, ma educare all’ascolto e imparare, prima di tutto, ad ascoltare l’altro.
Accanto all’attività professionale continua anche la formazione. Dopo il conseguimento delle certificazioni B2 e CLIL, nel 2024 arriva l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti della Campania. Nel 2025 prende il via il percorso di specializzazione TFA per la scuola secondaria di primo grado, insieme a un’esperienza di supplenza presso l’IC Tozzi di Chianciano Terme.
Un itinerario professionale apparentemente composto da mondi differenti, ma unito da un elemento costante: la comunicazione. Dal canto al giornalismo, dalla musicoterapia alla scuola, il punto di incontro resta la capacità di utilizzare voce, musica e parole per costruire relazioni.
Dalla bambina che desiderava cantare alla musicista, dalla musicoterapeuta all’insegnante e alla giornalista, ogni esperienza ha aggiunto una nuova tappa a un percorso ancora aperto.
Perché, alla fine, il palco non rappresenta necessariamente il punto di arrivo. A volte il risultato più importante si raggiunge lontano dai riflettori, quando una canzone, una lezione o semplicemente un momento di ascolto riescono a lasciare qualcosa nell’altro.
Ed è forse questa la sintesi di una vita trascorsa seguendo lo stesso filo: la musica non soltanto come mestiere, ma come linguaggio capace di insegnare a vivere e a incontrare gli altri.


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