MARTA & THE WIND’S CHIMES, UN PONTE TRA FRIULI E NASHVILLE




La giovane band rock-folk guarda agli anni Settanta senza nostalgia: nuovi singoli in arrivo, il primo album all’orizzonte e una collaborazione con il cantautore americano Mike Cullison


Un sound che parte dal folk e dal blues, attraversa il progressive e il rock degli anni Settanta e approda a una scrittura fortemente cinematografica. È il territorio musicale di Marta & the Wind’s Chimes, formazione che costruisce il proprio progetto attorno ai brani originali della cantante e autrice Marta Ziberna, trasformandoli in arrangiamenti nei quali convivono chitarre evocative, organi analogici, suggestioni country e passaggi di maggiore impatto rock. 


L’obiettivo dichiarato non è riprodurre un’epoca né inseguire le tendenze del momento, ma recuperare un linguaggio musicale legato al passato per raccontare qualcosa di contemporaneo. Un’identità nata dall’incontro di cinque percorsi differenti e alimentata da riferimenti che vanno da Bob Dylan e Tim Buckley ai Pink Floyd e Dire Straits, passando per Creedence Clearwater Revival, Jeff Buckley, Eric Clapton e Stevie Ray Vaughan. 


Accanto a Marta Ziberna, voce e chitarra d’accompagnamento, la formazione comprende Diego Ziberna alla chitarra solista, Juan Felipe Montanari alla batteria e agli strumenti ritmici, Giulio Diblas a pianoforte e organo e Matteo Bruziches al basso e violino, entrato nella band nell’agosto 2026. Le diverse formazioni dei cinque musicisti – dal blues al jazz, dalla classica al funk e al rock – confluiscono in un suono che punta sulla contaminazione e sulla ricerca timbrica. 


Il percorso discografico è già iniziato con la pubblicazione di due singoli originali. “See You in the Sky (The Kite)”, accompagnato da un videoclip ufficiale, porta in primo piano l’anima più progressive e cinematografica della formazione: una ballata costruita attorno alla metafora dell’aquilone, simbolo di qualcosa che non può essere realmente trattenuto ma verso cui continuare a tendere. “Ink Stays on Lips” si muove invece su coordinate folk-rock e country, con un tono più intimo e malinconico e un testo dedicato alle tracce che un legame continua a lasciare anche dopo la sua conclusione. 


I due brani rappresentano soltanto l’inizio. Il progetto prevede infatti la pubblicazione di un nuovo singolo ogni mese, componendo progressivamente il percorso che porterà al primo album ufficiale di Marta & the Wind’s Chimes. Centrale rimane anche l’attività dal vivo, tra festival, locali, eventi e manifestazioni culturali: sul palco l’interazione e l’improvvisazione permettono alle composizioni di cambiare sfumature da una performance all’altra. 


A rafforzare l’identità del progetto è anche il rapporto tra musica e immagini. La produzione musicale è affidata a Sine Sole Records, ramo musicale della goriziana Sine Sole Cinema s.r.l., che segue anche la promozione audiovisiva attraverso la realizzazione dei videoclip. L’immagine, dunque, non viene considerata un semplice supporto promozionale, ma una prosecuzione visiva della narrazione avviata dalle canzoni. 


Tra i progetti in lavorazione spicca infine una collaborazione nata dall’incontro con il cantautore di Nashville Mike Cullison, con il quale la band sta producendo diverse canzoni. Un incontro che crea un collegamento diretto tra Friuli e Nashville, mettendo in dialogo una giovane formazione italiana con la tradizione del songwriting americano che costituisce una delle radici del suo universo musicale. 


È proprio in questa tensione tra passato e presente che Marta & the Wind’s Chimes definiscono la propria direzione: recuperare il carattere e la libertà espressiva di una certa stagione del rock senza trasformarla in nostalgia, affidando a canzoni, performance e immagini un racconto musicale contemporaneo.


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