ELISIR, DALLA FERITA ALLA MUSICA: «HO TROVATO LA MIA VOCE»




Dall’infanzia con il “Canta Tu” alla perdita del padre, fino alla riscoperta della musica durante il lockdown. Un percorso fatto di parole rimaste per anni in un quaderno e diventate oggi canzoni. È la storia che dà vita a “Elisir”, progetto artistico nato dalla volontà di trasformare ciò che si vive in qualcosa da condividere.

La musica arriva molto presto. A sei anni, sotto l’albero di Natale, c’è un regalo destinato a lasciare un segno: il celebre “Canta Tu”. È da quel momento che nasce il desiderio di cantare e, insieme, la sensazione di aver trovato uno strumento attraverso cui dare voce a ciò che fino ad allora era rimasto dentro.

Le potenzialità vengono notate anche a scuola. È un insegnante di musica a suggerire alla famiglia di coltivare quel talento. Ma la vita prende altre direzioni: con i genitori separati e un’adolescenza divisa tra il pallone e il canto, la musica rimane sullo sfondo. Una passione mai scomparsa, ma neppure trasformata in un vero percorso.

Nel 2010 arriva uno dei momenti più difficili: la malattia e la perdita del padre. Durante quel periodo, vissuto accanto a lui giorno dopo giorno, le parole diventano un rifugio. Su un vecchio quaderno iniziano ad accumularsi pensieri, frasi e storie. Non sono ancora canzoni, ma contengono già l’urgenza di raccontare e di «urlare al mondo» ciò che sta accadendo.

Passano gli anni. Poi il lockdown cambia nuovamente le carte in tavola. Durante il Covid, una piccola pianola ricevuta in regalo riapre una porta che sembrava essersi chiusa. Quello che inizialmente appare come un passatempo diventa presto qualcosa di più: tornano il canto, la scrittura e soprattutto quel vecchio quaderno.

Le storie rimaste ferme sulla carta per anni cominciano finalmente a cercare una voce.

Dalla pianola si passa a una tastiera, poi a un vero pianoforte. Nel 2022 arriva la decisione di investire seriamente sulla musica: lavorare per potersi pagare gli studi, frequentare scuole di musica e dedicarsi al pianoforte e al canto.

È proprio attraverso lo studio e l’incontro con il pubblico che cambia la percezione del proprio percorso. La voce smette di essere soltanto uno sfogo personale. Le persone ascoltano, si fermano, si emozionano e chiedono di continuare.

Nasce da qui il significato più profondo di “Elisir”: la consapevolezza che la musica possa trasformare anche le esperienze più dolorose senza cancellarle. Dare loro una forma nuova, capace di arrivare agli altri.

«Per me l’Elisir è questo: capire che la musica non è soltanto una passione, ma la mia strada. È ciò che mi ha permesso di trasformare momenti difficili in qualcosa di vivo. Per anni ho scritto quello che non riuscivo a dire. Oggi quelle parole possono avere finalmente una voce».

Una storia iniziata da bambino davanti a un karaoke, interrotta più volte dalla vita e ripresa molti anni dopo davanti ai tasti di un pianoforte. Con lo stesso desiderio di allora: cantare ciò che le parole, da sole, non riescono a dire.


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