Anna Felicetta Cosentino, dal Sirino alla musica nel segno del padre



Dalle corsie dell’hospice alla poesia, fino alla musica. È un percorso fatto di cura, memoria e radici quello di Anna Felicetta Cosentino, operatrice socio-sanitaria, Dottor Clown, poetessa e autrice di Lauria, che il 10 aprile 2026 ha segnato una nuova tappa della propria storia artistica con il debutto discografico e il brano “Anche nel freddo che ho trovato”.

Nata il 10 aprile 1985 e cresciuta all’ombra del Monte Sirino, Cosentino ha costruito il proprio percorso professionale nell’assistenza alle persone più fragili. Dopo il diploma e la qualifica di operatrice socio-sanitaria ha lavorato in RSA e strutture residenziali, fino all’incontro con il mondo delle cure palliative pediatriche.

Dal 2023 è Dottor Clown presso l’hospice “Il Sentiero delle Fiabe” di Lauria e collabora con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Un’esperienza nella quale gioco, ascolto e vicinanza diventano strumenti di supporto per i piccoli pazienti e per le loro famiglie.

«La clownterapia non è semplicemente far ridere: è dare permesso. Permesso di essere ancora bambini, di respirare, e ai genitori di non sentirsi soli», racconta Cosentino, che parallelamente porta avanti anche l’attività di animatrice.

Accanto alla professione, però, c’è una storia personale che attraversa tutta la sua produzione artistica. È quella del padre Francesco, autista, scomparso in un incidente stradale il 14 febbraio 1997 mentre era diretto a Milano, città alla quale era particolarmente legato.

Anna era ancora una ragazzina quando perse il padre. Di lui ha custodito negli anni soprattutto una frase: «Tu sei brava, devi scrivere». Parole diventate una promessa mantenuta ventisei anni dopo con la pubblicazione della prima raccolta poetica, “La mia Promessa, Papà”, nella quale l’infanzia, il dolore e il ricordo paterno trovano spazio attraverso la poesia.

A quella prima esperienza editoriale è seguita “La Voce della Montagna”, raccolta dedicata alla sua terra e al Monte Sirino, luogo delle radici familiari e presenza centrale nella sua identità.

Ora quella stessa scrittura ha incontrato la musica. “Anche nel freddo che ho trovato” nasce da uno dei testi più intimi dell’autrice e porta sul pentagramma il dialogo mai interrotto con il padre. Per il progetto Cosentino si è affidata a Unaderosa, che ha curato la composizione, e ad Antonio Deodati, arrangiatore con oltre 25 anni di esperienza, al quale è stata affidata la costruzione della trama sonora del singolo.

Il brano parte da una vicenda profondamente personale per raccontare un sentimento universale: continuare ad amare qualcuno anche attraverso la sua assenza. Il dolore non viene cancellato, ma trasformato in memoria, parola e infine melodia.

«Non è soltanto una canzone per mio padre. È dedicata a tutti quelli che hanno imparato ad amare anche nell’assenza e a sentire una presenza che continua a guidarli. L’ho scritta con il cuore in mano, senza pensare a un genere musicale, ma a un bisogno: trasformare il vuoto in melodia».

Dietro il debutto discografico c’è anche un nuovo obiettivo, profondamente simbolico: arrivare a Milano. La città amata dal padre e che Anna non ha ancora conosciuto diventa così la meta di un viaggio iniziato molti anni fa.

«Voglio andare a Milano e prendermi quell’applauso per papà. Per quell’uomo che amava quella città e che non c’è più. Questa canzone per me è un atto d’amore: è il modo in cui la bambina che scriveva poesie per suo padre oggi prova a restituirgli tutto, con la voce».

Tra corsie, bambini, palloncini, poesia e musica, Anna Felicetta Cosentino continua così a tenere insieme le diverse anime della propria vita. Con un filo che le attraversa tutte: la convinzione che l’amore possa sopravvivere alla perdita cambiando forma.

Prima poesia, poi sorriso, adesso anche canzone.


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