Mirko Labinero: una vita in musica, tra sfide e rinascita
cantautore toscano, con oltre trent’anni di esperienza tra musica e teatro, inaugura una nuova stagione artistica con un progetto discografico anticipato dal singolo “Calligrafia”. Un percorso tra ironia, emozioni, impegno sociale e voglia di raccontarsi.
COMUNICATO STAMPA
Oltre trent’anni di musica, spettacolo e palcoscenici, una carriera costruita attraversando generi e linguaggi differenti e una certezza che non è mai venuta meno: il bisogno di comunicare attraverso le canzoni.
È questo il filo conduttore della storia artistica di Mirko Labinero, cantautore, musicista, arrangiatore e performer toscano, oggi impegnato nella realizzazione del nuovo album E chi m’ammazza a me, anticipato dal singolo Calligrafia.
Un progetto che rappresenta una nuova fase del suo percorso musicale e che mette al centro una scrittura sempre più personale, capace di intrecciare esperienze di vita, ironia e riflessioni sulla società contemporanea.
Dalla passione per la musica ai palcoscenici italiani
La storia di Mirko Labinero comincia molto presto, all’interno di una famiglia nella quale la musica ha sempre occupato un posto privilegiato. Le prime influenze spaziano dal cantautorato italiano di Claudio Baglioni alle atmosfere disco di Donna Summer e Gloria Gaynor, anticipando quella particolare combinazione tra attenzione alle parole, ritmo ed energia scenica che avrebbe caratterizzato il suo percorso.
Il primo incontro con il microfono arriva già all’età di otto anni, attraverso un’esperienza radiofonica. Dal 1990 intraprende un percorso di studio della voce, affiancato per molti anni alla danza.
Seguono esperienze in diverse formazioni musicali, tra rock, pop e intrattenimento, passando dalle sonorità dei Metallica e dei Toto alla Famosa Squadra G, cartoon cover band nella quale emerge la sua spiccata personalità di performer, fino ai CFA, gruppo dedicato al rock e al beat italiano degli anni Sessanta e Settanta.
Un percorso nel quale il rapporto diretto con il pubblico e la dimensione fisica dello spettacolo diventano elementi fondamentali della sua identità artistica.
Parallelamente, Labinero sviluppa un’intensa attività teatrale. Per quindici anni dirige la compagnia semiprofessionistica Sganzi Sgatto, portando in scena in numerose località italiane commedie musicali originali, delle quali firma testi e canzoni, collaborando anche alla costruzione delle coreografie.
La svolta personale e una nuova dimensione della musica
Dietro l’energia del performer, tuttavia, è sempre esistita una forte vocazione cantautorale.
Il primo album, I sogni miei, viene scritto prima dei vent’anni. Negli anni successivi, le esperienze personali e la paternità contribuiscono a trasformare progressivamente il suo modo di scrivere, rendendolo più consapevole e attento alle sfumature della vita quotidiana.
Una svolta significativa arriva nel Natale del 2015, quando gli viene diagnosticata la sclerosi multipla.
Un evento che modifica inevitabilmente il suo rapporto con il palcoscenico, senza interrompere quello con la musica.
L’artista intraprende così un’evoluzione espressiva: l’energia e il movimento che avevano accompagnato gran parte delle sue esibizioni lasciano progressivamente maggiore spazio alla parola, all’interpretazione e al racconto.
La musica diventa sempre più uno strumento per condividere emozioni, esperienze e interrogativi, privilegiando un rapporto più intimo e diretto con chi ascolta.
Un passaggio artistico che trova una propria sintesi nell’album L’uomo col cappello, raccolta di brani originali pubblicati nel corso degli anni, che segna idealmente la conclusione di una fase importante della sua produzione.
Un artista indipendente che costruisce ogni canzone dalla prima all’ultima nota
Uno degli aspetti distintivi del lavoro di Mirko Labinero è la completa autonomia creativa.
Cantautore indipendente e interamente autoprodotto, segue personalmente ogni fase della realizzazione dei propri brani: dalla scrittura dei testi alla composizione, dall’esecuzione degli strumenti agli arrangiamenti, fino alla produzione musicale definitiva.
Pianista e polistrumentista, combina strumenti tradizionali e tecnologie digitali, utilizzando anche la programmazione MIDI per costruire il proprio universo sonoro.
Accanto alle composizioni originali, da oltre vent’anni porta avanti un personale percorso di reinterpretazione di brani appartenenti al panorama musicale italiano.
Non semplici cover, ma riletture nelle quali interviene direttamente sugli arrangiamenti e sulla struttura musicale, cercando di restituire alle canzoni una nuova identità sonora.
Tra questi lavori figura l’EP Prendile così, dedicato a Lucio Battisti, nel quale alcuni brani del celebre cantautore vengono reinterpretati attraverso arrangiamenti completamente rinnovati.
Particolarmente significative anche le versioni di Fidate correnti di Ivan Segreto e Il terzo fuochista di Tosca, pubblicate sulle piattaforme di streaming e apprezzate personalmente dagli stessi interpreti originali.
Ironia, sensibilità sociale e libertà espressiva
La produzione originale di Labinero si distingue per la varietà dei temi affrontati e per una scrittura che alterna leggerezza e riflessione.
Ne è un esempio Fabio, brano caratterizzato da una spiccata ironia narrativa, mentre con Bimbo il cantautore affronta tematiche sociali profonde, raccontando le preoccupazioni di un padre di fronte al mondo che verrà lasciato alle nuove generazioni.
Una riflessione che tocca il tema della guerra, il rifiuto della violenza e la responsabilità verso il futuro dei propri figli.
Al centro rimane una precisa scelta artistica: scrivere e produrre musica senza rincorrere necessariamente le tendenze del mercato, privilegiando la libertà creativa e l’autenticità del messaggio.
“E chi m’ammazza a me”: il nuovo capitolo
È da questo lungo percorso umano e musicale che prende forma E chi m’ammazza a me, il nuovo album attualmente in lavorazione, anticipato dal singolo Calligrafia.
Un titolo volutamente provocatorio, ironico e carico di personalità, che sembra racchiudere lo spirito con cui Mirko Labinero continua ad affrontare la propria esperienza artistica.
Il nuovo lavoro si presenta come una sintesi della maturità raggiunta dal cantautore: uno spazio nel quale osservazione della realtà, sensibilità personale, ironia e libertà espressiva convivono senza la necessità di adattarsi a schemi prestabiliti.
Dopo oltre trent’anni trascorsi tra musica, teatro e spettacolo, Mirko Labinero continua così a ridefinire il proprio linguaggio, confermando una vocazione che non ha mai abbandonato.
Perché, al di là dei cambiamenti della vita e delle trasformazioni del modo di stare sul palco, ciò che resta è soprattutto la volontà di raccontare storie, condividere pensieri e raggiungere le persone attraverso una canzone.

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