GLARYB: la voce di una nuova generazione tra emozioni, natura e cambiamento
Gabriele Travaglia, in arte GLARYB, è un giovane artista di 16 anni che ha fatto della musica il suo linguaggio più autentico sin dall’infanzia. Per lui, la felicità si nasconde nelle piccole cose, spesso accompagnate dalla presenza della natura, elemento centrale nella sua ispirazione artistica. Ogni giorno nasce con uno sguardo rivolto alla luce, simbolo di nuove possibilità e nuove emozioni da trasformare in musica.
Il suo percorso musicale prende forma inizialmente in modo silenzioso: fino ai 13 anni si limita ad ascoltare, assorbendo le emozioni degli altri artisti. È durante la seconda media che compie il primo passo creativo, scrivendo la sua prima canzone, “La Speranza”, un brano che rappresenta l’inizio del suo percorso espressivo.
Successivamente pubblica il suo primo album, “Tra la mente e il cuore”, composto da 12 tracce. Un progetto profondamente introspettivo, in cui ogni brano racconta un pensiero, un’emozione, un frammento della sua visione della vita. Un lavoro che nasce proprio in quel punto sospeso tra razionalità e sentimento.
Oggi GLARYB è già proiettato verso il futuro: è al lavoro su un nuovo album, composto da almeno 13 tracce, interamente strumentali. Un progetto che segna un’importante evoluzione artistica, abbandonando il folk per esplorare le atmosfere della musica ambient. Un viaggio sonoro senza parole, dove sarà la musica stessa a raccontare.
«Non so se sarà l’inizio della fine o la fine dell’inizio», racconta l’artista, «ma sono certo che l’arte più bella è l’arte della vita, l’arte del cambiamento».
Le sue influenze spaziano tra grandi icone internazionali come David Bowie e Led Zeppelin, fino ai pilastri della musica italiana come Ivan Graziani, Lucio Battisti, Lucio Dalla e gli 883.
Un momento significativo del suo percorso arriva il 22 marzo 2026, quando vince il premio cover al contest “Promuovi la tua musica”, conferma concreta del suo talento e della sua crescita artistica.
Per GLARYB, la musica non è solo passione, ma un vero e proprio mezzo per raccontare il mondo — o almeno, il suo.
INTERVISTA:
1. Cosa rappresenta la musica per te, oltre a essere una passione?
La musica per me è sempre stata una compagna di viaggio, presente in ogni momento e in ogni istante. È come un superpotere: anche solo suonare per dieci minuti mi fa stare bene.
La musica è anche un ponte, un collegamento con tantissime cose. Grazie ad essa riesco a creare mondi e personaggi con una storia dietro. Ho l’abitudine di inventare alter ego, che a volte faccio anche “morire”, perché mi piace cambiare e non restare legato a un solo personaggio.
2. In che modo la natura influenza la tua ispirazione artistica?
La natura è la mia principale fonte di ispirazione. Riesce a colorare il mondo, o almeno la visione che ho di esso.
Abbiamo a che fare con la natura ogni giorno, e per questo penso che dovremmo essere profondamente grati. È così importante che, per quanto mi riguarda, meriterebbe quasi una “religione”.
3. Quali emozioni hai provato quando hai scritto la tua prima canzone, “La Speranza”?
Quando ho scritto “La Speranza” non avevo l’obiettivo di creare una canzone, ma solo una storia che trasmettesse il potere della speranza.
Per me la speranza non è un’emozione, ma un vero e proprio potere. Tutti ce l’abbiamo, anche se non tutti lo mostrano, un po’ come l’empatia.
Non ricordo perfettamente le emozioni di quel momento, ma so che quella canzone è stata la scintilla che ha acceso la mia grande passione per la musica.
4. Come descriveresti il significato dell’album “Tra la mente e il cuore”?
“Tra la mente e il cuore” è il mio primo album, un progetto molto introspettivo in cui ho dato grande spazio alle parole.
Mi ha aiutato a scoprire nuovi lati di me stesso, attraversando diverse emozioni, tra cui l’amore.
Credo che non esista solo l’amore romantico: esistono tanti tipi di amore, e una sola parola non basta per descriverli tutti. Io, ad esempio, ho un forte amore per la vita, che ho espresso nella canzone “Questa vita magica”.
In quel brano metto a confronto la bellezza della vita con il costo delle azioni necessarie per viverla.
5. Perché hai deciso di passare dal folk alla musica ambient nel tuo nuovo progetto?
Ho deciso di cambiare genere perché sentivo il bisogno di evolvermi. Inoltre, penso che con il folk non sarei riuscito ad andare molto lontano.
Oggi, spesso, chi parla di temi positivi viene preso poco sul serio.
Con la musica ambient voglio cambiare prospettiva: la felicità e l’autostima non diventano personaggi, ma parti naturali del carattere.
È un cambiamento a cui devo ancora abituarmi, ma sono convinto che mi darà più soddisfazioni, anche a livello di pubblico.
6. Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo stile musicale e in che modo?
In realtà, quando faccio musica cerco di non farmi influenzare dagli altri artisti. Voglio essere indipendente e fare ciò che sento davvero.
Se tutti si influenzassero a vicenda, la musica sarebbe tutta uguale.
Non mi interessa il giudizio degli altri: faccio musica per me stesso. Ho anche provato a vivere senza musica, ma mi sentivo vuoto.
Non voglio diventare famoso: voglio usare la musica come uno strumento per affrontare le mie emozioni, superare le difficoltà e sentirmi vivo.
7. Che importanza ha avuto per te la vittoria al contest “Promuovi la tua musica”?
Questa vittoria mi ha fatto stare davvero bene, non solo per la cover di “Sogna, ragazzo, sogna”, ma per quello che ha significato per me.
Sono sempre stato un ragazzo piuttosto solo, e ricevere applausi per qualcosa fatto da me è stato speciale.
Per una volta sono riuscito a farmi valere attraverso la mia passione. Sul palco non so cosa significhi la timidezza, mentre nella vita quotidiana faccio più fatica a relazionarmi con gli altri.
È stata quindi non solo una vittoria musicale, ma anche una vittoria personale.
8. Cosa vuoi comunicare alle persone attraverso la tua musica e i tuoi progetti futuri?
Il mio obiettivo principale non è tanto trasmettere qualcosa agli altri, quanto dare forza e felicità a me stesso. Voglio dimostrare al mio “io” che sono forte, almeno a livello emotivo.
Se però devo lasciare un messaggio, è quello di essere più buoni, avere più autostima — soprattutto tra i ragazzi della mia età — e imparare a fare pace con sé stessi.
Quando riusciamo a stare bene dentro, riusciamo anche a vivere meglio fuori.
Ho tanti sogni e passioni, tra cui il viaggio. Voglio viaggiare con felicità, senza portarmi dietro ansia o preoccupazioni.

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