FABIO FRESH, UNA VENTATA DI FRESCHEZZA NEL MONDO DEL RAP







L’artista lucano si racconta attraverso brani autobiografici che parlano d’amore, vita vissuta, vittorie e sconfitte, dando voce a una generazione che sogna senza smettere di lottare.


Fabio Satriano, in arte Fabio Fresh, ha 35 anni ed è originario di Baragiano, in provincia di Potenza. Rapper emergente ma già molto apprezzato, sta inseguendo con determinazione il sogno di vivere di musica, trasformando la propria esperienza personale in testi autentici e carichi di significato.


Negli ultimi mesi i suoi videoclip pubblicati su YouTube hanno registrato ottimi riscontri, sia in termini di visualizzazioni sia di apprezzamento da parte del pubblico e della critica. I suoi brani, prevalentemente autobiografici, alternano dediche d’amore a storie di vita vissuta, raccontando il percorso di chi cresce in un piccolo centro ma non rinuncia ad ambizioni grandi.


«Sono un ragazzo di provincia che affronta tematiche comuni a chi, come me, nasce in un piccolo centro e sogna di raggiungere i propri obiettivi dando sempre il massimo», racconta Fabio Fresh, laureato in Sociologia.


Tra i brani più recenti spiccano Il mio veleno e Viaggio, ma hanno ottenuto riscontri sorprendenti anche Lo zar ed Experience (1Up). Da segnalare inoltre Sigarette tra le dita, che su YouTube ha superato le mille visualizzazioni, così come una toccante dedica personale alla madre pubblicata su Instagram.


«Sono innamorato della vita. Affamato e desideroso di farcela», afferma l’artista lucano, che guarda già al futuro. Sono infatti in fase di lavorazione nuovi progetti musicali: Incontri, un brano che utilizza la metafora dello stare a bere al bar per raccontare le relazioni umane, e un altro pezzo inedito che affronta il tema dell’anima e del suo presunto peso di 21 grammi, una teoria che da sempre affascina l’artista.


Con uno stile sincero, diretto e profondamente personale, Fabio Fresh si conferma come una delle voci più interessanti del rap emergente lucano, pronto a lasciare il segno nel panorama musicale italiano.

INTERVISTA: 

Come nasce il tuo impegno nella musica?

«La passione ce l’ho da sempre. La musica è vita, ogni genere rispecchia uno stato d’animo. Se sei allegro, triste o pensieroso anche l’ascolto dei brani finisce per esserne influenzato».


Da quando hai cominciato a fare sul serio e a comporre i tuoi pezzi?

«Circa cinque o sei anni fa. All’età di 18 anni incompagnia di una crew di amici ho cominciato a sperimentare con chitarra, batteria, basso e tastiere. Scrivevo testi insieme a loro. È stata una prima esperienza, l’embrione di quello che sarebbe avvenuto dopo. Successivamente ho cominciato a creare da solo, a scrivere i primi testi che sono piaciuti al pubblico di YouTube, dove ho collezionatocinquecento visualizzazioni in poco tempo. Questi numeri hanno alimentato la mia voglia e la mia determinazione».


Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

«Gli artisti che prediligo sono Guè Pequeno, Fabri Fibra, Marracash, Jake la Furia, Clementino, Rocco Hunt, Noyz Narcos, che a mio giudizio sono i migliori in Italia».


Hai mai partecipato a qualche contest?

«Non ho mai partecipato a nessun contest. Ho un archivio di circa quindici brani, scritti da me».


Che opinione hai dei talent show che nel corso del tempo hanno lanciato tanti artisti?

«Ci sono talent che ho seguito di più come The Voicenelle sue diverse versioni, che vanno dai bambini fino a cantanti più maturi. Nelle piccole realtà cittadine abbiamo le feste di paese dove si esibiscono cover band che ripropongono pezzi di altri artisti, proprio come accade a The Voice. Poi ci sono show come Amici, una scuola vera e propria, dove i concorrenti durante il loro percorso devono metterci farina del proprio sacco. Da qui sono nate Emma Marrone e Alessandra Amoroso, solo per citarne due molto famose. Factor invece mi sembra una via di mezzoÈ un contest importante, che offre un contratto discografico. Ma vale sempre la vecchia “legge che cantava Gianni Morandi: “Uno su mille ce la fa”».


In quale momento della giornata senti di avere maggiore ispirazione per creare la tua musica?

«Scrivo per lo più nel tardo pomeriggio, all’inizio della sera. L’ispirazione mi viene da ciò che osservo, dalle persone con le quali mi relaziono. Comincio a stendere delle righe, che il giorno dopo completo. Ho una scrittura molto veloce. In circa tre giorni il pezzo è pronto».


Ti senti più vicino al rap o alla trap?

«Al rap, che è una vera denuncia sociale, nata in America già negli anni ’80. Parla di un malessere interiore che c’è all’interno della società, del divario tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri. La trap affronta invece temi legati alle belle auto, alle belle donne e ai soldi facili. Personalmente ascolto anche il post-punk dei Blink-182 e Green Day o il rock storico degli AC/DC, Metallica, Scorpions, Dire Straits, Pink Floyd e Bruce Springsteen».

 

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Artina conquista Milano: la giovane artista trionfa alle audizioni di Promuovi la tua musica

Fe de Rio torna alle origini con “Essere Per Essere” – un inno punk rock alla ricerca dell’autenticità

Fabrizio Genova torna in scena come cantante e autore